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6.2.2012 - SENZA PAROLE!!
 

Verrebbe da dire: siamo senza parole! Ma qualcosa dobbiamo scrivere. Allora cominciamo col dire che quello che Plushenko ha fatto al FP degli Europei di Sheffield è stata una delle più grandi prove di carattere mai viste nello sport.

 Plushenko ha eseguito il programma corto con grande coraggio. Problemi al ginocchio e al collo, iniezioni per poter almeno scendere in pista. Chi lo sa non si stupisce né lo critica per non aver eseguito, forse per la prima volta in tanti anni, il quadruplo. Chi lo sa ritiene già un miracolo il fatto che lui sia lì. Ma ancora qualcuno non capisce. Terminato lo SP, eseguito nel primo gruppo quando ancora la Motorpoint Arena di Sheffield era “fredda” e silenziosa, Plushenko si siede in tribuna accanto a Yana per assistere al resto della gara.

Fino all’ultimo gruppo mantiene la prima posizione. Stiamo per smettere di preoccuparci degli avversari quando, colpo di scena, un Gachinski in splendida forma esegue una performance senza sbavature. Plushenko stesso applaude alla fine del programma di Arthur. Al kiss & cry la tensione è tanta. Mishin scruta lo schermo in attesa del punteggio. Quando questo finalmente arriva Arthur sorride quasi incredulo: 11 cent più dello zar. Mishin fissa lo schermo con un espressione indefinibile. Rientriamo in hotel preoccupate più che altro che le condizioni fisiche di Evgeny non gli consentano, nel giro di due giorni, di esprimere quello che sa fare. Infatti in conferenza stampa lui dichiara che gli sarà impossibile eseguire il quadruplo nel FP in quanto il dolore successivo all’esecuzione non gli consentirebbe di pattinare gli altri minuti. Ma, conoscendolo, qualcosa ci dice di non disperare. L’ansia comunque ci accompagna fino alla mattina dopo quando, di buon ora, ci alziamo presto per assistere alla practice. Tutto parte con un segnale di Mishin: una mano con 4 dita alzate. Ed ecco che nel giro di pochi minuti assistiamo all’esecuzione di ben 3 quadrupli. Sicuramente un bel messaggio per chi pensa che lo zar possa accettare una seconda posizione “solo” perché ha un ginocchio in condizioni disastrose. E’ chiaro che Evgeny sta meglio. Ma l’ansia da gara non ci abbandona. La mattina del FP entriamo per assistere alla practice nel main rink e lui è già in pista. Concentratissimo, non vede nessuno, scivola sul ghiaccio con un portamento regale, elegantissimo nei movimenti. Atterra un salto esattamente di fronte a noi. Restiamo folgorate dallo sguardo da “killer” che si intravede da sotto la frangia dei suoi capelli biondi. Uno sguardo da chi è pronto alla battaglia e che attende con apparente pazienza mentre affila le armi. Capiamo nel tempo di una frazione di secondo che lo zar non ci sta ad essere secondo, non è nel suo dna. Non sappiamo cosa estrarrà dal cilindro, ma ci è già chiaro l’esito della competizione. Passa varie volte vicino al bordo pista. Lo sguardo determinato, quasi arrabbiato. Non osiamo fiatare mentre passa. Come la mattina precedente, al termine dell’allenamento, si riveste e, benché sia Plushenko, prima di uscire, come fa da sempre, accenna il saluto a Mishin. Finalmente giunge l’inizio del tanto atteso FP maschile. Gli spalti si riempiono. Non è concesso appendere poster, ma i fan dello zar, che arrivano anche da oltreoceano, sono comunque pronti. Scendono in pista ad uno ad uno tutti gli uomini. Arriva il momento del warm-up dell’ultimo gruppo. La presentazione per Plushenko è ovviamente lunga. Ci vuole tempo ad elencare per sommi capi il suo palmares. E’ già una leggenda vivente eppure eccolo ancora in pista a rimettersi in discussione non sazio di adrenalina, pronto a subire ogni sorta di critiche, sul suo modo di pattinare, sul suo carattere, ecc.. Ma lui ha ancora qualcosa da dimostrare. Cammina nervosamente e, finalmente, eccolo entrare in pista. E’ pallido, concentrato, magrissimo nel suo nuovo costume. Tango Roxanne. E che tango! Uno dei programmi più perfetti della sua carriera con gradi di esecuzione altissimi. Una sequenza in crescendo e, dopo l’ultima trottola, la tensione e la rabbia trattenute esplodono. E’ finita. Il volto è una maschera. Sa cosa ha fatto. Contenuto tecnico altissimo, transitions, interpretazione, ecc.. C’è tutto! E’ record del mondo di punteggio stagionale. In tanti l’avevano dato per spacciato dicendo che non ce l’avrebbe fatta a rientrare, che non sarebbe riuscito ad adattarsi al nuovo sistema di giudizio, che non aveva transitions, che era vecchio, che le sconfitte subite erano giuste, ecc.. Questa è la sua risposta. Una risposta a fatti , non a parole. La sua grinta, la sua tenacia, la sua determinazione, il suo carattere e il suo carisma, piacciano o no, lo rendono un fuoriclasse assoluto senza età, in grado di attraversare, restando al vertice, diverse ere del pattinaggio pur mantenendo il suo stile. Ha ancora voglia a 29 anni di imparare ad eseguire diversamente alcuni elementi per adattarli al nuovo sistema di giudizio, ad esempio di rallentare le sue sequenze di passi per renderle meglio visibili ai giudici (purtroppo, aggiungiamo noi). Troppo facile abbandonare quando si è all'apice della carriera e quando si è giovani. A lui non bastava. Il pubblico capisce cosa c’è dietro quei gesti ed è standing ovation. Plushenko s’inchina ancora per ringraziare il pubblico. Si, perché solo chi lo vede dal vivo può davvero capire e commentare. Dopo di lui non c’è più gara e neanche un Gachinski perfetto riesce a togliere la settima medaglia europea allo zar. Una delle cose che ci rimarrà dell’esperienza di Sheffield è il suo sguardo la mattina prima del FP. Come già sapevamo, abbiamo avuto la conferma che è meglio non far innervosire lo zar. I rivali sono avvertiti.

di Consuelo Valoppi

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4.2.2012 - ONLY ONE WORD: PLUSHENKO
 

Ho cercato in questi giorni di trovare il modo giusto per esprimere le sensazioni che ho provato in questa incredibile esperienza ai Campionati Europei di Sheffield, ma mi sembra sempre di essere banale, ripetitiva, forse perché non sono ancora state inventate le parole per descrivere in modo compiuto un’emozione come quella che Evgeni Plushenko ha regalato a noi tutti.

Evgeni mi ha sempre reso felice, ogni volta che scende sul ghiaccio e lo vedo pattinare, che sia uno show o un allenamento, provo una sensazione di armonia assoluta. Ma questa è stata la mia prima volta ad una competizione con la presenza di Evgeni, ed era un desiderio a lungo coltivato poterlo applaudire durante una gara, essere lì, a soffrire, ad attendere, ad esultare. Mai come in questa occasione ho compreso che Evgeni ha qualcosa di più, un particolare indefinibile che non si può spiegare con il talento, la tecnica, neppure con la grandezza della sua espressione artistica. Evgeni è la volontà di riuscire anche quando gli ostacoli sembrano troppo grandi, è il credere in se stessi senza lasciarsi abbattere dai giudizi affrettati e negativi, è la grinta di affrontare con coraggio le prove, l’umiltà di farlo anche ricominciando da capo.

Evgeni Plushenko in questi Campionati Europei è partito dalle qualificazioni: lui che ha vinto tutto si è rimesso in gioco, partendo con il primo gruppo. Sono arrivata di corsa per lo short, con Elisabetta e Consuelo, incrociando le dita per riuscire a beccare tutte le coincidenze. Siamo entrate al Motorpoint Arena quando il primo atleta del primo gruppo aveva concluso il programma. Il tempo di sedersi e renderci conto di dove siamo e il cuore cominicia a battere impazzito…ecco, tocca a lui! La mia mano stringe forte quella di Elisabetta. Triplo toeloop triplo toeloop, e il programma scorre con scioltezza, intensità, uno splendido triplo axel, la sequenza di passi raffinata ed elegante, Evgeni conclude e io ancora non mi rendo conto che è accaduto veramente, ce l’ho fatta, sono qui! Non ha eseguito il quad, ma chi lo segue e si informa sa che Evgeni non sta bene. Il ginocchio sinistro gli fa ancora molto male, dovrà rioperarsi presto. Già il fatto che sia lì è un miracolo, è il frutto della sua volontà incrollabile. E’ secondo, meglio di lui per pochi centesimi solo Artur Gachinski, che ci offre un programma intenso e ben eseguito. Il giorno dopo andiamo ad assistere agli allenamenti, Evgeni è serio e concentrato, entra in pista, inizia a riscaldarsi, prova qualche salto. Poi Mishin, da bordo pista, alza una mano, sventolando 4 dita…è l’indicazione a provare il quad. Elisabetta coglie il segnale, ce lo riferisce, così restiamo in trepidante attesa. Ecco la preparazione, il salto con la velocissima rotazione, l’atterraggio non perfetto, la caduta. Noi tremiamo ma Evgeni si rialza subito, riprende velocità e pochi secondi dopo atterra proprio davanti a noi un meraviglioso quadruplo toe loop, e poi ancora uno, in combinazione con un triplo e infine un meraviglioso triplo axel. Sono alle stelle per la felicità, sento nel cuore che Evgeni ci darà nel free ancora una dimostrazione della sua grandezza di atleta, fugando in un momento, senza bisogno di tante parole, i dubbi e le critiche che hanno accompagnato nell’ultimo periodo la sua carriera: non ce la farà, è troppo vecchio rispetto agli avversari, non riuscirà a mettersi al passo con i nuovi regolamenti, non ha le transitions, non è più veloce come prima…Io ho sempre creduto in lui, perché so che Evgeni crede fermamente in se stesso e non molla mai. Dovrebbero essersene accorti tutti, dopo tanti anni di carriera e tanti titoli vinti, ma forse qualcuno ha bisogno di un’altra dimostrazione di chi sia Plushenko.

La mattina di sabato alle sei e mezza siamo sul supertram che ci porta all’arena. Entriamo, nell’aria si spande la musica del programma di uno degli atleti in gara. Il nostro cuore si allaga di emozione, ci sediamo negli spalti quasi vuoti e dopo poco Evgeni entra in pista: ha un nuovo costume, nero, elegante, il volto è serio, concentrato, sentiamo con lui la tensione per questa gara, che rappresenta un momento di svolta e una conferma. Qualche giro di pista, qualche salto. Noi lo osserviamo in silenzio, vibrando della sua stessa emozione…tra qualche ora il free ci dirà se le nostre sensazioni sono reali: lo vediamo carico, motivatissimo. Alla fine della sessione di allenamento resta per qualche istante fermo a fissare la pista, immerso in pensieri che forse possiamo immaginare. E finalmente la gara inizia, gli atleti si succedono uno dopo l’altro, applaudiamo, partecipiamo, ma la nostra mente e il nostro cuore sono tutti rivolti a lui. Eccolo, si prepara a bordo pista, le mie mani strette a quelle di Consuelo ed Elisabetta, il battito del cuore accellerato. Inizia la musica e insieme la magia. Primo salto, un quadruplo perfetto, urliamo all’unisono e subito uno splendido triplo axel seguito da un triplo toeloop e l’emozione sembra non avere mai fine. Sono i quattro minuti e mezzo più lunghi che abbia mai vissuto. Evgeni pattina con scioltezza, snocciolando un salto dopo l’altro con una sicurezza che ci lascia senza fiato. Il brano è proprio nelle sue corde, un tango passionale, rovente come il suo sguardo che ci cattura tutti. La sequenza circolare è talmente bella che i miei occhi si riempiono di lacrime di commozione, ma non c’è tempo perché il programma prosegue, intenso, veloce e si conclude in un finale mozzafiato in cui vediamo tutta la sua grinta, la sua voglia di esserci, di vincere. L’arena è in piedi, in una standing ovation che sancisce un primato che nessuno gli può togliere. Non abbiamo ancora visto i punteggi, ma per noi, per tutti, Evgeni è il vincitore.

Cosa posso dire ancora? Non servono i punteggi – stellari - a rendere cosa sia stata quella gara, e chi sia Plushenko. Forse non esiste davvero il modo per esprimere un’emozione così profonda. Così rubo la definizione di un anziano signore incontrato nell’ascensore dell’hotel, che, sentendomi parlare di Evgeni ha sorriso e ha detto “Only one word: Plushenko”

Grazie Evgeni.

N.B. Grazie ad Elisabetta, Consuelo e Sara con cui ho condiviso questa straordinaria avventura.

Lorella Miotello

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1.2.2012 - Foto e video da Sheffield
 

Sul nostro nuovo blog potete trovare numerose foto e i video dei programmi dei campionati europei di Sheffield 2012.

http://evgeniplushenkoitalia.blogspot.com/

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