INCONTRARE EVGENI PLUSHENKO
Milano, 20 ottobre 2007
Incontrare Evgeni Plushenko, il grande campione che tutti ammirano, che emoziona e trascina con la sua arte gli spettatori di tutto il mondo, è il sogno di molti suoi fans.
Tutti si chiedono come sia veramente, nella normalità della vita, questo giovane uomo che ha vinto tutto il possibile nel difficile e meraviglioso sport che è il pattinaggio sul ghiaccio.
Che cosa si nasconde dietro lo sguardo impenetrabile, il volto serio e quasi impassibile che precede l'inizio di una competizione? Come nasce uno dei suoi famosi programmi di gara? Come sceglie le musiche su cui pattinare? Questi e certamente molti altri sono gli interrogativi a cui tutti coloro che lo ammirano vorrebbero trovare una risposta.
Lo staff del sito ha avuto il privilegio di poter incontrare Evgeni prima dello show "Golden Skate Arwards", evento realizzato a Milano lo scorso 20 ottobre.
L'appuntamento era fissato per le ore 15.00 nella hall del Royal Garden Hotel, presso cui alloggiavano tutti gli artisti. Evgeni è arrivato dopo pochi minuti, ci è parso subito disteso e rilassato e ci ha salutato con grande cordialità. Vestito con una tuta blu e bianca, con i capelli ancora bagnati, ci ha subito messo a nostro agio con alcune battute scherzose che hanno contribuito a sciogliere il clima di grande emozione che naturalmente accompagnava questo momento per noi così importante.
Evgeni ha risposto quindi ad alcune domande, in quella che è una intervista esclusiva che pubblichiamo per tutti gli ammiratori di questo straordinario campione.

D: Hai passato un anno e mezzo fuori dal pattinaggio amatoriale, dedicandoti agli show anche organizzati da te in tutto il mondo, potresti spiegare ai visitatori del sito le differenze tra le due attività?
Evgeni: C'è una enorme differenza, nelle gare c'è una grande responsabilità ed è necessaria una grandissima concentrazione ed inoltre bisogna mantenersi sempre in perfetta forma atletica. Negli show si è molto più rilassati, c'è un maggior contatto con il pubblico e quindi si pattina con più tranquillità.
D: Le persone sono interessate a questioni all'apparenza semplici, come ad esempio la differenza tra la preparazione di una gara e quella di uno show.....
Evgeni: Sono due tipi di preparazione completamente diversi : perchè prima delle competizioni devi sicuramente riuscire a fare salti quadrupli, mentre nello show non è così - ad esempio adesso io sono leggermente infortunato, non posso fare quadrupli, ma posso pattinare in uno show. Mi sono infortunato prima dell'inizio della stagione agonistica e non posso ancora gareggiare,ma posso pattinare negli show.
D : Una piccola curiosità : tu sei un artista veramente espressivo, senti le restrizioni che ci sono nelle competizioni, ti senti più libero durante gli show? Riesci ad esprimere meglio la tua arte? Nelle competizioni devi realizzare una serie di elementi obbligatori, e in un certo ordine...
Evgeni: Certamente. Negli show puoi decidere se fare o no un certo salto, puoi scegliere i passi, puoi improvvisare, mentre nei programmi di gara devi fare quello che è necessario fare.
D: Sei limitato nella tua espressione in un certo senso?
Evgeni: Sicuramente, negli show puoi fare molto di più, con maggior libertà.
D: Ma forse non è così per altri pattinatori, che sono meno espressivi di te, forse preferiscono le competizioni...
Evgeni: No, i pattinatori hanno bisogno sia delle competizioni che degli show, perchè gli show sono di aiuto per la loro preparazione. Prima della stagione di gara, quando gareggiavo, io pattivano in molti show, ad esempio in Svizzera, in Italia, in Romania, perchè l'ho sempre considerato veramente importante. Puoi provare i nuovi programmi, i nuovi elementi...
D: E capire le reazioni del pubblico...
Evgeni: Certo, capire cosa prova il pubblico e poi puoi affrontare meglio le competizioni.
D: Come avviene la scelta di una musica per un programma? E tu intervieni direttamente nella costruzione della coreografia?
Evgeni: Scelgo la musica con l'allenatore e con i coreografi; a volte c'è una musica che mi piace e quindi sono io a proporla. Poi ci sono dei materiali che ha il coreografo, mi fa sentire alcuni brani e poi decidiamo insieme. E' una vera e propria squadra la nostra: l'allenatore, il coreografo, io. Certamente, intervengo nella coreografia. Non solo, prendo anche determinate decisioni. Stabilisco di realizzare certi passi, di inserire certi movimenti. Credo che un buon pattinatore debba assolutamente partecipare, non può limitarsi ad ascoltare ed eseguire. Deve lui stesso addirittura suggerire le soluzioni.
D: Tutti sono sempre colpiti dall'intensità delle tue interpretazioni, e questa capacità interpretativa è una delle caratteristiche che ti rendono il più grande. Ci riferiamo in particolare alla Tosca…..
Evgeni: La scelta della Tosca è capitata assolutamente per caso. Inizialmente, all'esordio della stagione olimpica, avevamo scelto un altro programma, che era "Una volta in Messico" ed era un'ottima musica, veloce, dinamica. Sono arrivato ad una gara, a Mosca, ed ho presentato questo programma. L'atleta che è sceso in pista dopo di me ha pattinato sulla musica della Tosca e quando l'ho sentita ho subito detto a Mishin "Voglio questa musica". Siamo rientrati a San Pietroburgo, ci siamo consultati con i musicisti del nostro staff, persone che hanno un archivio musicale e ci hanno procurato la musica di Puccini. Poi ci siamo rivolti ad Edvin Marton, che ne ha fatto la sua variante.

D: E quando hai scelto la musica come ti prepari? Studi il brano anche fuori dalla pista? Chi ti vede pattinare ha l'impressione che tu "viva" la musica...
Evgeni: Quando ho scelto una musica per i miei programmi la porto sempre con me e la ascolto continuamente, ad esempio in macchina. Mentre si guida si è rilassati, liberi. Ho un'auto con un ottimo impianto e mi piace molto guidare e ascoltare. Continuo ad ascoltare il brano anche a casa e poi naturalmente in palestra, dove viene costruito il numero prima di portarlo sul ghiaccio.
D: Le persone poco esperte di pattinaggio, quando ti vedono eseguire le tue sequenze di passi a volte pensano che tu stia improvvisando. Sappiamo che non è così, ma puoi spiegare come nascono le tue celebri sequenze di passi?
Evgeni: Innanzitutto quando inizio a scegliere i passi, mi occupo separatamente delle due sequenze, prima quella circolare e poi quella in linea retta. Allora comincio ad accennare qualche movimento, pattino liberamente nella pista fino a quando sento che le idee cominciano ad affacciarsi alla mia mente...
D: E realizzi subito questa ispirazione?
Evgeni: Sì, e con il mio coach inizio a lavorare e decidiamo insieme, un passo alla volta : questo è buono, questo no. Così passo dopo passo, si realizza la sequenza circolare. E lo stesso avviene per la straight line, scegliamo i passi migliori insieme. Quindi inizio a provare, ogni giorno, centinaia e centinaia di volte. Perciò non c'è improvvisazione. Qualche volta, durante uno spettacolo, ho improvvisato. Mi è venuta un'idea pattinando e subito l'ho realizzata.
D: Come dicevamo prima, per la maggior libertà che c'è in uno show...
Evgeni: Si, negli show è possibile.
D: Nelle competizioni appari molto forte, sicuro di te, come se non avessi paura. Ma come stanno veramente le cose?
Evgeni: Dentro di me ho sempre delle emozioni e un po' di agitazione. E' quel tipo di agitazione sportiva, fa parte della gara e senza di essa non esiste gara. L'importante è non farlo trasparire, andare avanti e lottare.
D: Il carattere che dimostri sul ghiaccio corrisponde a quello che hai nella vita?
Evgeni: No, sono molto diverso nella mia vita privata. Sono diverso nel senso che come tutti ho momenti di vario tipo, a seconda dell'umore, del tempo....Oggi sono felice, perche c'è il sole!

Avremmo voluto porre molte altre domande ad Evgeni, che è stato estremamente disponibile nonostante la stanchezza per il viaggio, ma purtroppo si avvicinava l'orario dell'allenamento in vista dello show e rimanevano ancora pochi minuti.
Evgeni ci ha espresso tutto il suo apprezzamento per questo nuovo sito italiano e ci ha detto che desidera incontrarci spesso: ci saranno dunque altre occasioni per porre ad Evgeni tutte le domande che abbiamo preparato per lui!
Ma la giornata ci riservava altre sorprese: con nostra grande gioia ha voluto regalarci un video di presentazione, che abbiamo girato, su sua indicazione, proprio alla fine del suo allenamento sulla pista del Dacht Forum.
Inoltre ha scritto per il sito il benvenuto che potete leggere sulla homepage, insieme alla sua firma.
Dopo aver realizzato alcune foto, ci siamo congedati con un arrivederci ad una prossima occasione, con la speranza di poterlo ammirare prestissimo in Italia, terra che ama e da cui si sente sempre accolto e apprezzato.
E' stato un incontro che ci ha offerto una nuova immagine di Plushenko, diversa da quella del divo acclamato. Un ragazzo semplice, gentile e disponibile, che ama il suo sport con autentica passione. Auguri Evgeni, ti aspettiamo per applaudirti, magari durante una prestigiosa competizione!
Lorella Miotello